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Servizio Civile

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Viaggio nella Bergamasca: riflessioni conclusive
Data di pubblicazione 18 dic 2025

Viaggio nella Bergamasca: riflessioni conclusive

Una breve riflessione sulla scelta di intraprendere il Servizio Civile Universale presso MCL a Bergamo e il primo progetto dedicato alle chiese giubilari

Martedì 23 settembre 2025 è iniziato l’anno di Servizio Civile Universale presso l’MCL di Bergamo con il progetto Ricerca, memoria e interventi per la valorizzazione dell’arte. Nella scelta del progetto sono state valutate diverse alternative, con l’obiettivo di individuare un percorso che permettesse di operare in un ambiente dinamico e stimolante, concentrandosi sulla realizzazione di progetti storico-artistici legati alla valorizzazione del territorio. L’esperienza individuale si inserisce infatti in un contesto sociale, fondamentale per la crescita e la formazione della persona.

Il contesto sociale non comprende solo le consuetudini quotidiane legate a scuola, famiglia e amici, ma abbraccia anche l’intera sfera culturale e tradizionale, che contribuisce a formare l’identità personale. In Italia, storia e arte rappresentano elementi fondamentali di questa tradizione: anche chi non ne è appassionato ne percepisce l’influenza quotidiana, entrando in una chiesa o visitando un museo. La storia non riguarda solo grandi eventi o personaggi celebri, ma anche la storia della propria città o del proprio quartiere. Tuttavia, spesso l’interesse per il patrimonio locale fatica a diffondersi, mentre molte persone si concentrano su mete lontane, trascurando la ricchezza culturale vicina. Per questo motivo, il progetto dell’MCL a Bergamo ha posto come obiettivo la riscoperta del territorio bergamasco, spesso trascurato, attraverso un percorso dedicato alle chiese giubilari della diocesi di Bergamo. L’iniziativa è stata realizzata tramite un canale YouTube, scelto per la sua accessibilità e capacità di raggiungere un pubblico ampio, dai giovani agli anziani.

Il progetto ha permesso di far conoscere, ad esempio, che Almenno San Salvatore faceva parte del territorio medievale di Lemine, un’area un tempo sede di un ducato longobardo e successivamente di una pieve con giurisdizione fino alla Val Brembana. In questo territorio si sono conservate chiese di grande valore artistico e architettonico, come il Santuario di San Salvatore e Madonna del Castello, la Chiesa di San Giorgio in Lemine con affreschi bizantini, e la Rotonda di San Tomè ad Almenno San Bartolomeo, esempio di architettura romanico-lombarda a pianta circolare.

Il legame tra i bergamaschi e le loro chiese va oltre l’aspetto artistico: la fede ha spesso manifestazioni straordinarie, con apparizioni e miracoli che hanno consolidato la devozione dei fedeli. Esempi significativi sono il Santuario di Santa Maria Immacolata delle Grazie in Città Bassa a Bergamo e il Santuario della Madonna dei Campi a Stezzano, con apparizioni registrate nel corso dei secoli. Nel Santuario della Madonna del Castello ad Almenno San Salvatore, un affresco un tempo interdetto alla vista dei fedeli è tornato improvvisamente visibile, mostrando la Madonna con il Bambino.

Inoltre, tra i luoghi simbolo della devozione bergamasca, il Duomo di Bergamo, dedicato a Sant’Alessandro, rappresenta il massimo esempio di fede e identità cittadina. In origine i cristiani a Bergamo veneravano San Vincenzo martire, proveniente da Saragozza; solo nel 1576, a seguito della costruzione delle mura veneziane e della traslazione delle reliquie di Sant’Alessandro nella cattedrale, quest’ultimo divenne il patrono principale.

Il percorso ha incluso anche esempi di architettura contemporanea, come la chiesa a Paderno di Seriate, realizzata nel 2004 dall’architetto Mario Botta. Questa chiesa, costruita in cemento armato e rivestita in marmo rosso di Verona, sfrutta la luce zenitale per creare un collegamento tra divinità e fedele, interpretando la tradizione in chiave moderna. Botta ha inoltre affidato all’artista Giuliano Vangi la realizzazione di sculture iconiche, tra cui un Cristo scolpito in negativo nell’abside e due figure femminili piangenti ispirate alla guerra in Afghanistan.

L’esperienza ha permesso di valorizzare anche luoghi meno conosciuti, come Villa Caroli Zanchi a Stezzano, esempio di villa ottocentesca con salottini decorati in stili diversi. 

Questo percorso ha contribuito a sfatare stereotipi, dimostrando come la bergamasca sia una terra ricca di storia, arte e cultura, ben oltre l’immagine di terra operaia e poco interessante.

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Categorie: Servizio Civile UniversaleLetture: 7

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