Ricerca
Login
Login
MCL Bergamo
Menu
  • Home
  • Il Movimento
    • Chi Siamo
    • Statuto
    • Organi Sociali
    • Enti di Servizio
      • CAF MCL
        • Modello 730
        • Modello Unico
        • IUC: IMU - TASI - TARI
        • Modello RED
        • ISEE e ISEU
        • Inv. Civ.
        • Gestione Colf e Badanti
      • Patronato SiaS
      • Altri Servizi
        • Bonus sociale
        • Reddito di autonomia Lombardia
        • Bonus Gas/Energia
        • Successioni e donazioni
        • Rapporti con enti statali e previdenziali
    • Accordi e Convenzioni
    • Cinque per Mille
  • Circoli
  • Notizie
    • Articoli e Comunicati
    • Rassegna Stampa
    • Dai Circoli
    • Documenti
  • Eventi
  • Servizio Civile
  • Multimedia
  • Contatti

Servizio Civile

Servizio Civile
Viaggio nella Bergamasca #4: Città Alta, il Duomo di Bergamo
Data di pubblicazione 18 dic 2025

Viaggio nella Bergamasca #4: Città Alta, il Duomo di Bergamo

Il viaggio tra le chiese giubilari bergamasche continua con il Duomo di Bergamo

Il 9 luglio 2017 Bergamo celebrava il riconoscimento delle mura veneziane di Città Alta come Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Un traguardo importante, non soltanto come gesto simbolico, ma come consacrazione di uno dei luoghi più rappresentativi della città, tanto dal punto di vista turistico quanto da quello identitario.

Bergamo è infatti una città che va scoperta lentamente, strato dopo strato, custodendo secoli di storia sovrapposti. In questo senso, il Duomo ne è forse il simbolo più eloquente. Nell’area in cui il Filarete edificò la nuova cattedrale e lungo tutta la piazza sorgeva in età romana il foro, principale luogo di incontro della città. Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce tratti di un’antica strada romana e due domus databili tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.
È probabilmente su una di queste domus che nel V secolo venne edificata la prima chiesa paleocristiana di San Vincenzo. Si ritiene infatti che il cristianesimo giunse nella bergamasca attraverso prigionieri romani cristiani di origine orientale, condannati ai lavori forzati nelle miniere di ferro e pietra dell’alta Val Seriana. Divenuti liberti, questi si spostarono dando vita a diverse comunità, tra cui quella di Bergamo, già allora centro di primaria importanza. Comunità povere che trovarono in san Vincenzo di Saragozza, martire ma vittorioso in Cristo, il loro patrono.
Il primo documento che attesta l’esistenza di una chiesa dedicata a San Vincenzo a Bergamo risale però solo al maggio del 774. Dell’antica cattedrale oggi resta ben poco: fu infatti demolita nel XV secolo per far posto a un edificio più grande e monumentale, affidato al celebre architetto Filarete, lo stesso della Ca’ Granda e del Castello Sforzesco di Milano.
Le tracce più significative dell’antica cattedrale si trovano sotto il portico del Palazzo della Ragione, dove l’accesso all’area archeologica consente di scendere sotto l’attuale basilica. Qui sono visibili, tra l’altro, i basamenti di due imponenti colonne portanti della chiesa medievale, che doveva raggiungere i 45 metri di lunghezza.
Sorge quindi spontanea una domanda: se la chiesa era dedicata a San Vincenzo, perché oggi è intitolata a Sant’Alessandro? La svolta avvenne nel 1561, quando la chiesa di Sant’Alessandro in Colonna venne distrutta per la costruzione delle mura veneziane. Le reliquie del santo furono così traslate nella cattedrale di San Vincenzo, dando origine a una complessa convivenza devozionale. La fusione dei due capitoli non fu semplice, soprattutto in un’epoca in cui il culto delle reliquie era particolarmente sentito. Nel 1704 la basilica venne così definitivamente dedicata a Sant’Alessandro, con la traslazione delle sue reliquie nella nuova urna d’argento collocata sotto l’altare maggiore.
Di San Vincenzo, antico titolare della chiesa, non si possedevano però reliquie. Si tentò allora uno stratagemma: dalle catacombe romane venne prelevato il corpo di un martire di nome Vincenzo, presentato come il santo originario. L’inganno, una volta scoperto, portò però all’affievolirsi della devozione verso San Vincenzo, mentre Sant’Alessandro divenne definitivamente l’unico patrono della città.

Architettura

La cattedrale di Sant’Alessandro presenta all’esterno una facciata neoclassica affacciata sulla piazza, realizzata nel 1899 in marmo di Botticino. In quell’occasione venne costruita anche la breve scalinata che conduce al porticato a tre arcate a tutto sesto. Sempre all’esterno sorgeva un campanile del 1135, demolito nel 1688.
L’interno è a pianta a croce latina, con un’unica navata e tre cappelle per lato. Nella prima cappella a destra si trova la pala d’altare di San Benedetto da Norcia tra i santi Girolamo e Ludovico di Tolosa, opera di Andrea Previtali del 1524. Sulla sinistra si incontra invece uno dei capolavori di Giovanni Battista Moroni: la Madonna col Bambino e i santi Caterina d’Alessandria e Girolamo, dipinto maturo del 1576, uno degli ultimi lavori dell’artista, nonché il suo primo eseguito a Bergamo dopo oltre un decennio di assenza.
La seconda cappella a sinistra è dedicata a San Carlo Borromeo e ospita una tela di Gian Paolo Cavagna, affiancata da sculture di Giovanni Antonio Sanz. Nel transetto destro si trova l’Altare dei santi Fermo, Rustico e Procolo, progettato da Filippo Juvara: una presenza rara a Bergamo, considerando il forte legame dell’architetto con la corte sabauda di Torino.
Particolarmente degno di nota è anche l’altare della Beata Vergine della Pietà, per la ricchezza dei materiali e l’eleganza dell’insieme: il marmo nero di Orezzo sullo sfondo, le colonne salomoniche in marmo verde di Varallo e le decorazioni dello stereobate, opera di Andrea Fantoni. Qui lo scultore rappresenta i sette dolori di Maria, in un ciclo che non ha nulla da invidiare alle sue opere più celebri.

I seggi lignei del coro

Dietro l’altare si conserva un altro capolavoro: i seggi lignei del coro, intagliati a mano tra il 1693 e il 1698 dallo scultore Giancarlo Sanz. L’opera comprende 44 cariatidi simboliche, putti e 86 angeli. Al centro si erge la Cattedra Vescovile, realizzata nel 1705 da Andrea Fantoni, con baldacchino e inginocchiatoio, decorata da scene dell’Antico Testamento come la Dedicazione del tempio di Gerusalemme e Samuele che unge Davide re.

Museo del Duomo

Scendendo la scalinata sotto la cattedrale si accede al Museo del Duomo, dove sono conservate preziose testimonianze della Bergamo romana e medievale. Tra queste spiccano i basamenti delle colonne dell’antica cattedrale e numerose lapidi, a testimonianza anche della funzione cimiteriale dell’edificio.
Il pezzo più iconico del museo è la Croce di Ughetto, raffinato manufatto argenteo del XV secolo. Oltre al suo valore artistico, la croce è legata alla storia della cattedrale: aprì la processione che traslò il corpo di Sant’Alessandro dalla chiesa alessandrina a San Vincenzo e per secoli ha rappresentato il simbolo della duplice anima della cattedrale.

Sant'Alessandro

Sant’Alessandro, pur essendo il patrono della città, rimane una figura spesso poco conosciuta. Secondo la tradizione, il suo martirio avvenne a Bergamo nel 303 d.C. Soldato romano al servizio di Massimiano, si rifiutò di perseguitare i cristiani e per questo venne condannato a morte. Dopo una prima fuga e un periodo di prigionia a Milano, riuscì nuovamente a scappare e a tornare a Bergamo, dove affrontò consapevolmente il martirio. La decapitazione definitiva sarebbe avvenuta il 26 agosto del 303.
Il corpo venne raccolto da Santa Grata, nobile bergamasca, che gli diede sepoltura in un suo podere fuori città. Sant’Alessandro e Santa Grata sono considerati i primi santi bergamaschi.
Nell’iconografia, Sant’Alessandro è raffigurato con la divisa militare e il vessillo gigliato, simboli del suo ruolo di legionario e alfiere. Le sue sembianze variano nel corso della storia dell’arte: talvolta appare come un uomo maturo e barbuto, altre volte giovane e fiero, sempre però con lo sguardo rivolto al martirio e alla fede.

Nel prossimo articolo completeremo questo percorso alla scoperta delle chiese giubilari bergamasche, soffermandoci sull’ultima tappa di questo itinerario di fede, storia e arte.

Per saperne di più, potete vedere il video completo su YouTube cliccando QUI!

0 Commenti
Vota l'articolo:
Nessun voto

Categorie: Servizio Civile UniversaleLetture: 14

Tags:

Cerca
Archivio

Archivio

  • 2025, dicembre 6
Home Il Movimento Circoli Notizie Eventi Servizio Civile Multimedia Contatti
(c) MCL Bergamo | Powered by EVA Group | Privacy | Termini di Utilizzo