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La Confraternita della Sacra Spina: una nuova realtà nel cuore della Valle Brembana
Data di pubblicazione 16 giu 2026

La Confraternita della Sacra Spina: una nuova realtà nel cuore della Valle Brembana

Nel corso dei precedenti articoli abbiamo scoperto alcune delle confraternite che hanno segnato la storia della Bergamasca, dai Disciplini alle antiche compagnie medievali. Questa volta, però, ci occuperemo di una realtà molto particolare che unisce tradizione e attualità.

La confraternita che vi presentiamo oggi è infatti una delle più giovani d'Italia: la Confraternita della Sacra Spina di San Giovanni Bianco, istituita ufficialmente il 27 marzo 2026 dal vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi.

La sua nascita è strettamente legata a una delle reliquie più venerate della Valle Brembana, la Sacra Spina custodita nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Bianco, protagonista da secoli di una profonda devozione popolare e di eventi considerati straordinari da generazioni di fedeli.

Per comprendere il significato di questa nuova confraternita è necessario ripercorrere la storia della reliquia che ne costituisce il cuore spirituale.

La devozione alle Sacre Spine

Fin dai primi secoli del Cristianesimo grande venerazione è stata riservata agli strumenti della Passione di Cristo. Tra questi, un posto particolare è occupato dalla Corona di Spine, posta sul capo di Gesù durante la Passione.

Secondo la tradizione, la reliquia fu venerata a Gerusalemme già nel V secolo, trasferita successivamente a Costantinopoli e infine portata in Francia nel 1239, quando l'imperatore latino Baldovino II la cedette al re Luigi IX. Ancora oggi la Corona di Spine è custodita a Parigi.

Nel corso dei secoli numerose spine furono separate dalla reliquia principale o entrarono in contatto con essa, dando origine a un vasto numero di reliquie diffuse in tutta Europa.

Gli studiosi hanno censito oltre settecento Sacre Spine nel mondo. Di queste, soltanto una parte sarebbe direttamente riconducibile alla Corona di Cristo, mentre molte altre vengono considerate reliquie da contatto, cioè oggetti entrati successivamente in relazione con la reliquia originaria.

Anche l'Italia conserva numerose Sacre Spine. Tra le più celebri figura quella custodita a San Giovanni Bianco, da secoli al centro della devozione religiosa della Valle Brembana.

L'arrivo della Sacra Spina a San Giovanni Bianco

La tradizione racconta che la reliquia giunse a San Giovanni Bianco nel 1495 grazie a Vistallo Zignoni.

Soldato nell'esercito di Francesco Gonzaga, Zignoni partecipò alla battaglia di Fornovo combattuta contro le truppe francesi di Carlo VIII. In quell'occasione si sarebbe impossessato di un reliquiario contenente la Sacra Spina, successivamente donata alla comunità del suo paese natale.

Da quel momento la reliquia divenne uno dei principali simboli religiosi della Valle Brembana e attirò nel corso dei secoli pellegrini provenienti da tutto il territorio bergamasco.

Le fioriture della Sacra Spina

L'aspetto che ha maggiormente contribuito alla fama della reliquia riguarda alcuni fenomeni straordinari segnalati nel corso dei secoli.

Secondo le testimonianze conservate, quando il 25 marzo – solennità dell'Annunciazione – coincide con il Venerdì Santo, la Sacra Spina manifesterebbe particolari trasformazioni.

Le cronache parlano della comparsa di piccole gemme e di variazioni cromatiche che porterebbero la reliquia ad assumere una colorazione rossastra o vermiglia.

Le prime testimonianze documentate risalgono al XVII secolo. Nel 1615 il vescovo Giovanni Emo avrebbe assistito a una fioritura della reliquia, episodio successivamente riportato dallo storico Donato Calvi.

Fenomeni analoghi vennero segnalati nel 1885, quando il vescovo Gaetano Camillo Guindani raccolse le testimonianze di numerosi osservatori presenti all'evento.

Nel 1921 e nel 1932 furono registrate ulteriori manifestazioni straordinarie, osservate e documentate dalle autorità ecclesiastiche del tempo. Tra i testimoni figura anche il futuro papa Giovanni XXIII, allora sacerdote della diocesi di Bergamo.

Più recentemente, il 25 marzo 2016, la reliquia sarebbe tornata a mostrare una nuova fioritura, attirando l'attenzione di migliaia di fedeli provenienti da tutta Italia.

Il furto del 1598 e la forza della devozione popolare

La devozione verso la Sacra Spina non venne meno nemmeno nei momenti più difficili della sua storia.

Uno degli episodi più drammatici avvenne nel 1598, quando un uomo di nome Bernardo Archaini si introdusse nottetempo nella chiesa parrocchiale e sottrasse il reliquiario contenente la preziosa reliquia insieme ad altri oggetti sacri.

Secondo le cronache dell'epoca, il ladro abbandonò però la Sacra Spina sul posto, probabilmente rendendosi conto del valore religioso dell'oggetto che aveva trafugato. Arrestato poco tempo dopo, venne processato e condannato secondo le severe leggi vigenti in quel periodo.

L'episodio, anziché indebolire il culto della reliquia, contribuì a rafforzarne ulteriormente la fama e la devozione popolare.

La crescita del culto tra Seicento e Ottocento

Nel corso dei secoli successivi il culto della Sacra Spina venne progressivamente valorizzato anche dalle autorità ecclesiastiche.

Nel 1648 la reliquia fu collocata nella cappella della Madonna del Rosario e vennero definite le modalità della celebrazione annuale dedicata alla Sacra Spina, fissata nella Domenica di Passione.

Le fonti storiche testimoniano una partecipazione sempre più numerosa di fedeli provenienti non soltanto da San Giovanni Bianco, ma da tutta la Valle Brembana e dai territori limitrofi.

Le cronache raccontano inoltre di esposizioni straordinarie della reliquia durante periodi di particolare difficoltà, come epidemie, calamità naturali o momenti di crisi collettiva. In tali occasioni la popolazione si affidava all'intercessione della Sacra Spina attraverso preghiere e pellegrinaggi.

Nel 1770 il reliquiario originario venne sostituito da quello attuale, più ricco e artisticamente pregevole, che ancora oggi custodisce la reliquia.

Un ulteriore riconoscimento arrivò nel 1883, quando papa Leone XIII autorizzò la celebrazione della Messa propria della Sacra Corona di Spine di Cristo.

Il quarto centenario del 1895

Uno dei momenti più importanti nella storia della devozione alla Sacra Spina fu rappresentato dalle celebrazioni del quarto centenario del suo arrivo a San Giovanni Bianco.

Tra il 30 marzo e il 1° aprile 1895 il paese accolse una folla straordinaria di pellegrini provenienti da tutta la Lombardia.

Le cronache dell'epoca parlano di oltre venticinquemila persone presenti alle celebrazioni, molte delle quali raggiunsero la Valle Brembana a piedi. Parteciparono all'evento l'arcivescovo di Milano, il cardinale Andrea Ferrari, numerosi vescovi lombardi e circa trecento sacerdoti.

In occasione delle celebrazioni venne completata la sistemazione definitiva della reliquia nella cappella che ancora oggi la ospita e fu inaugurato il monumento dedicato a Vistallo Zignoni nella piazza antistante la chiesa parrocchiale.

L'evento rappresentò uno dei più significativi momenti di partecipazione religiosa nella storia moderna della Valle Brembana.

La nascita della Confraternita della Sacra Spina

Nonostante la devozione alla reliquia abbia oltre cinque secoli di storia, la confraternita ad essa dedicata è una realtà recentissima.

La Confraternita della Sacra Spina è stata infatti istituita ufficialmente il 27 marzo 2026 dal vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi.

La scelta della data non è casuale. La fondazione è avvenuta infatti nel decimo anniversario della fioritura del 25 marzo 2016, un evento che ha riportato l'attenzione di migliaia di persone sulla reliquia custodita a San Giovanni Bianco.

Durante la celebrazione istitutiva, il vescovo ha ricordato quel momento con parole particolarmente significative:

«Avvenuta nella sera di Pasqua, abbiamo avuto un piccolo segno, ma straordinario, della Risurrezione».

La cerimonia si è svolta in una chiesa gremita di fedeli, accompagnata dalla corale parrocchiale e dalla banda musicale di San Giovanni Bianco, alla presenza dei sacerdoti della Valle Brembana, delle autorità civili e delle rappresentanze militari.

Tra i presenti vi era anche il sindaco Enrica Bonzi, a testimonianza del forte legame tra la nuova confraternita e la comunità locale.

Una tradizione che continua

La nascita della confraternita rappresenta un fatto singolare nel panorama religioso contemporaneo.

Mentre molte confraternite italiane vantano origini medievali o rinascimentali, quella della Sacra Spina nasce nel XXI secolo, dimostrando come queste forme associative possano ancora oggi trovare spazio nella vita delle comunità.

Come ha ricordato il parroco don Gianluca Salvi durante la celebrazione:

«Da quel giorno la Spina continua a fiorire, nella devozione che è diventata ancora più forte nella nostra comunità e nell'intera Valle Brembana».

La nuova confraternita si propone quindi non solo di custodire la reliquia e promuoverne il culto, ma anche di mantenere viva una tradizione religiosa che da oltre cinquecento anni accompagna la storia di San Giovanni Bianco.

Conclusione

La storia della Sacra Spina di San Giovanni Bianco dimostra come fede, tradizione e identità locale possano attraversare i secoli mantenendo intatta la loro forza.

Dall'arrivo della reliquia alla fine del Quattrocento alle grandi celebrazioni popolari dell'Ottocento, fino alla recente fondazione della confraternita nel 2026, questa devozione ha accompagnato generazioni di fedeli della Valle Brembana.

La nascita della Confraternita della Sacra Spina rappresenta oggi un ponte tra passato e futuro: una realtà nuova che raccoglie un'eredità secolare e la consegna alle generazioni future, mantenendo vivo uno dei culti più significativi della tradizione religiosa bergamasca.

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