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La Basilica di Santa Maria Maggiore - Città Alta (BG)
Data di pubblicazione 29 set 2026

La Basilica di Santa Maria Maggiore - Città Alta (BG)

Vi presentiamo un altro progetto dedicato alla riscoperta e alla valorizzazione del nostro territorio e della nostra città di Bergamo.

Vi portiamo alla scoperta di una delle chiese più importanti della città: la Basilica di Santa Maria Maggiore. Non a caso si trova proprio nel cuore di Città Alta, in Piazza Duomo, dietro al Palazzo della Ragione e al Campanone e di fronte alla Cappella Colleoni, con la quale spesso viene confusa.

È un luogo che da sempre lega la storia della città alla sua spiritualità. Al suo interno, infatti, è impossibile non lasciarsi rapire, anche solo per pochi secondi, dalle tarsie del Lotto, dal confessionale del Fantoni o, ancora, dal monumento sepolcrale di Gaetano Donizetti, il musicista bergamasco per eccellenza.

Il nostro sarà un percorso articolato in tre episodi. In questo primo episodio, introduttivo, affronteremo la storia dell'edificio e la sua struttura esterna; nel secondo entreremo al suo interno per ammirarne le opere d'arte; nel terzo, quello conclusivo, ci concentreremo sugli arazzi che ricoprono le pareti della basilica.

Prima di iniziare, vi ricordo che, se volete sostenerci, potete iscrivervi al canale YouTube di MCL Bergamo, dove pubblichiamo regolarmente altri contenuti con l'obiettivo di scoprire insieme il nostro territorio e le sue bellezze!

Non perdiamo altro tempo e iniziamo insieme questo tour virtuale.

Storia

La Basilica di Santa Maria Maggiore è una chiesa situata a Bergamo Alta, in Piazza Duomo. Edificata nella seconda metà del XII secolo, conserva all'esterno le originarie linee architettoniche romanico-lombarde, mentre l'interno presenta una ricca decorazione prevalentemente barocca, realizzata tra il XVII e il XVIII secolo.

In origine era la chiesa battesimale della cattedrale di San Vincenzo, sorta accanto al complesso della curia vescovile di Bergamo.

La storia della chiesa e del suo sviluppo architettonico e artistico è riccamente documentata dagli atti conservati negli archivi della Fondazione MIA, che permettono di ricostruirne con grande accuratezza le diverse fasi.

Secondo la tradizione popolare, la chiesa fu edificata per adempiere a un voto fatto alla Madonna nel 1133 dai bergamaschi, affinché proteggesse Bergamo dalla peste che si stava abbattendo sull'Italia settentrionale.

La basilica era legata alla chiesa di San Vincenzo e qui venivano celebrate le funzioni liturgiche durante il periodo invernale. Dell'edificio precedente rimangono ancora alcune tracce sotto la pavimentazione dell'abside sud-orientale.

La chiesa sorse infatti sui resti di un edificio più piccolo, già dedicato alla Madonna, che venne demolito per lasciare spazio alla nuova costruzione. I lavori si svilupparono indicativamente tra il 1137 e il 1185. Poiché la chiesa precedente era già dedicata a Santa Maria, alla nuova venne aggiunto l'appellativo “Maggiore”, dando origine al nome con cui ancora oggi è conosciuta: Basilica di Santa Maria Maggiore.

Poco si conosce del suo costruttore, indicato dalle fonti come Magister Fredo e individuato come uno dei maestri comacini. La chiesa fu concepita secondo lo stile romanico maturo tipico dell'epoca, arricchito da influenze provenienti da diverse aree geografiche, anche europee, come quella renana.

Delle cinque absidi originarie ne sopravvivono due: quella centrale e quella sud-occidentale. Delle altre, una venne demolita per volontà di Bartolomeo Colleoni nel 1472, per ricavare lo spazio destinato alla cappella della propria sepoltura; una seconda, nel 1485, fu sostituita da una sacrestia; una terza venne parzialmente abbattuta per fare posto al campanile, edificato tra il 1436 e il 1459.

Gli scavi effettuati sotto la pavimentazione del settore sud-orientale, con il ritrovamento delle fondamenta della chiesa precedente, hanno confermato le indicazioni fornite dalle fonti storiche.

I lavori subirono un rallentamento nel corso del XIII secolo a causa di difficoltà economiche. Furono comunque completati la facciata cieca e l'atrio. Venne inoltre aggiunto un altro portico, sicuramente presente tra il 1273 e il 1279 e successivamente demolito per consentire la costruzione della Cappella Colleoni.

Nella basilica si tenevano anche le assemblee del popolo, secondo una pratica diffusa nel periodo dei liberi comuni. Sul finire del Duecento, però, la situazione politica cambiò: Bergamo passò prima sotto il dominio dei Visconti e successivamente sotto quello della Repubblica di Venezia. La basilica perse gradualmente il proprio ruolo politico e sociale, mantenendo soprattutto quello spirituale.

La chiesa, tuttavia, non entrò mai a far parte dei possedimenti ecclesiastici, rimanendo a tutti gli effetti un bene della città. Anche per questo viene colloquialmente chiamata “la chiesa dei bergamaschi”.

Nel corso del XIV e del XV secolo i lavori furono ripresi dai maestri campionesi, con l'aggiunta del battistero, allora collocato all'interno dell'edificio e realizzato nel 1340, e con il rifacimento dei due protiri da parte di Giovanni da Campione.

Tra il 1436 e il 1459, per opera di Bertolasio Moroni da Albino, venne realizzato il campanile fino alla cella campanaria, con fregi in marmo di Ardighino de Bustis.

Esterno

L'esterno della basilica è una sorta di biglietto da visita per chi arriva in Piazza Duomo. Sulla destra si può ammirare il Battistero; al centro si ergono la Cappella Colleoni, con la scalinata d'ingresso delimitata da una cancellata in ferro battuto, e la Basilica di Santa Maria Maggiore; sulla sinistra, infine, si trova il Duomo di Sant'Alessandro.

La basilica è caratterizzata dall'assenza di una vera e propria facciata e di un ingresso centrale, anche a causa dello stretto rapporto dell'edificio con l'antico Palazzo Vescovile. I quattro accessi alla chiesa sono infatti tutti laterali.

Sul transetto settentrionale, affacciato su Piazza Duomo, si apre la porta detta dei Leoni Rossi, con il protiro di Giovanni da Campione. Alla sua sinistra, a ridosso dell'abside, si trova un ingresso secondario.

Il transetto meridionale si apre invece su Piazza Rosate con la porta detta dei Leoni Bianchi, anch'essa dotata di un protiro di Giovanni da Campione. Alla sua sinistra, in posizione arretrata, si trova la Porta della Fontana, opera di Pietro Isabello.

Le absidi visibili sono tre: una a sinistra, una centrale e una a destra. Sono coronate da una loggia con volte a botte, delimitata superiormente da un fregio a denti di sega e inferiormente da un fregio vegetale di derivazione classica, che funge da cornicione. La parte inferiore è invece scandita da uno o più archi ciechi impostati su semicolonne, all'interno dei quali si aprono monofore, bifore e trifore.

Porta dei Leoni Rossi

La porta settentrionale, detta dei Leoni Rossi, si apre nel transetto sinistro verso Piazza Duomo ed è sormontata da un protiro di Giovanni da Campione, datato 1353, anche se presenta importanti rifacimenti risalenti alla fine del Trecento.

Il protiro è sostenuto da colonne poggianti su due leoni stilofori in marmo rosso di Verona, raffigurati in piedi e circondati da figure umane e animali. I leoni ricordano quelli presenti in altre importanti chiese romaniche, come quelle di Modena, Fidenza, Piacenza e Cremona.

L'ingresso è raggiungibile attraverso una gradinata composta da dieci gradini, caratterizzati dall'alternanza cromatica del bianco e del nero, simbolo del cammino che ogni credente deve compiere durante la propria vita, attraversando momenti luminosi e positivi e altri più difficili e oscuri.

La gradinata è suddivisa simbolicamente in sette gradini più altri tre. I primi sette richiamano i giorni della settimana, mentre i successivi tre rimandano al mistero trinitario di Dio.

Nel Medioevo i numeri rivestivano una profonda valenza simbolica e venivano considerati alla base dell'ordine dell'universo. Sant'Agostino scrisse di Dio come supremo ordinatore del creato, mentre nell'iconografia medievale Cristo poteva essere rappresentato con un compasso nell'atto di misurare il mondo. Il credente che entrava nella basilica mariana saliva quindi simbolicamente i sette gradini della vita terrena e, successivamente, i tre gradini che richiamavano la dimensione divina.

L'arcone presenta un archivolto percorso da un fregio con scene di caccia, mentre la volta è decorata con losanghe policrome. Sulle estremità delle mensole che sorreggono l'arcone è raffigurata l'Annunciazione.

Al di sopra del protiro si trova una loggia suddivisa in tre spazi con archetti trilobati, che ospita le statue di san Barnaba e san Vincenzo e, al centro, la statua equestre di sant'Alessandro.

Ancora più in alto si trova la Madonna con il Bambino, affiancata da sant'Esteria e santa Grata, opera di Andreolo de' Bianchi del 1398.

Il portale romanico, risalente al XII-XIII secolo, presenta una ricca decorazione con piccole figure inserite all'interno di riquadri.

La decorazione del portale è particolarmente elaborata. Vi compaiono quattro militari armati posti simbolicamente a difesa dal male, insieme ai dodici apostoli con i libri del Verbo, aperti o chiusi. Seguono raffigurazioni di fiori, frutti, campanule e gigli trinitari, che richiamano la simbologia dell'albero della vita: Cristo è l'albero e lo Spirito ne rappresenta la linfa.

L'architrave presenta al centro Cristo con i dodici apostoli, un'immagine dal forte significato simbolico per chi si apprestava a entrare nella chiesa.

Bisogna infatti ricordare che la basilica aveva una funzione battesimale e che, proprio per questo, Giovanni da Campione aveva realizzato al suo interno, alcuni anni prima, il Battistero, successivamente trasferito in Piazza Duomo. Attraversare quella porta assumeva quindi per i fedeli un significato simbolico ancora più profondo: rappresentava l'inizio di una nuova vita.

Porta dei Leoni Bianchi

La porta meridionale, detta dei Leoni Bianchi, si apre nel transetto destro verso Piazza Rosate ed è coperta dal protiro realizzato da Giovanni da Campione nel 1360.

Il protiro è sostenuto da due ordini di colonne: quelle esterne poggiano su leoni stilofori, mentre quelle interne sono sostenute da due telamoni inginocchiati, un uomo e una donna, risalenti a un'epoca precedente.

Le mensole che sorreggono l'arcone del protiro presentano capitelli decorati con motivi vegetali. Sulla mensola di destra sono raffigurati draghi ed esseri mostruosi, mentre quella di sinistra presenta scene di caccia.

Il portale è coronato da un bassorilievo raffigurante Cristo circondato da santi, opera anch'essa di Giovanni da Campione e risalente al 1360. Nella lunetta si trova invece un rilievo con la Nascita di san Giovanni Battista.

Il tutto è sormontato da un'edicola pensile in stile gotico, realizzata tra il 1400 e il 1403 da Hans von Fernach.

La presenza dei leoni davanti all'ingresso delle chiese possiede una forte valenza simbolica. Secondo una credenza diffusa nel Medioevo e richiamata anche nella tradizione cristiana, si riteneva che i leoni dormissero con gli occhi aperti e che i loro cuccioli nascessero nello stesso modo. Erano quindi considerati animali sempre attenti e vigili, caratteristica che spiega la loro presenza simbolica in numerosi edifici religiosi.

La presenza di due leoni assumeva inoltre un significato ancora più profondo, richiamando la duplice immagine di Cristo: misericordioso con i giusti e giudice nei confronti dei malvagi. Per questo motivo i leoni venivano spesso collocati agli ingressi delle grandi chiese come simbolici garanti della giustizia.

Porta della Fontana

Sempre sul lato meridionale, accanto alla Fontana di Antescolis, si apre una porta secondaria, detta appunto Porta della Fontana.

L'ingresso è sormontato da un piccolo portico rinascimentale realizzato da Pietro Isabello e datato 1521. Nella lunetta compare un affresco raffigurante la Natività di Maria, attribuito ad Andrea Previtali, artista bergamasco.

Cupola

La cupola presenta una forma ottagonale ed è costituita da tre gallerie digradanti, appartenenti all'impianto duecentesco.

Nel corso dei secoli venne più volte ristrutturata e modificata. Uno degli interventi più importanti fu quello di Francesco Maria Richini nel XVII secolo. Richini, per chi non lo avesse mai sentito nominare, fu uno dei maggiori architetti attivi nella Milano del Seicento e operò nell'ambiente legato al cardinale Federico Borromeo. Nel corso della prima metà del XVII secolo, nel pieno clima della Riforma cattolica, ebbe un ruolo importante nell'evoluzione dei canoni artistici e architettonici dell'epoca.

La cupola era stata precedentemente affrescata, nel 1521, da Gian Paolo Cavagna con l'Incoronazione della Vergine, angeli e profeti.

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